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Blog Evaref

a cura di Davide de Martino

Immagino sappiate cos'e' un blog, bene ! Questo dell'Evaref ovviamente e' una cazzata.

 

Ruttando citazioni di memorie future

Postato da Silvio Torre, venerdì 10/08/2007 16.49

Senegallio guardava l'orizzonte lontano fumando l'ultima sigaretta del pianeta. Lo faceva con noncuranza, quasi con noia, nonostante il fumo acre gli seccasse la gola; non fumava da troppi anni. Dietro di lui la vecchia Triumph finalmente smise di tossire e si spense. Finalmente Senegallio si scosse, guardò la moto arrugginita senza benzina e con una smorfia gettò il mozzicone che aveva in mano. Mise istintivamente la mano sotto la giacca e tirò fuori il telefono che aveva ricaricato prima di uscire, lo schermo diceva un laconico "No Service". Aveva girato ieri ed oggi, a piedi e su due ruote, e dovunque era lo stesso. A suo tempo era stato un genio, Senigallio, e si era considerato troppo avanti per il suo tempo e lui era d'accordo. Così si chiuse nella sua proprietà con telefono e moto, si armò di tutta l'automazione necessaria e si fece fermare il cuore e congelare per duecento anni da una coppia di computer autoalimentati. Duecento anni dopo il computer superstite lo ha risvegliato esalando l'ultimo bit di energia per caricagli quel cazzo di telefono. Due ore dopo Senigallio tornò alla luce a cavallo di una vecchia Triumph. BROOAMMMM!

 
... e non c'era nessuno....

Le città, i paesi erano vuoti. Non c'erano negozi o vetrine, le case erano tutte state accuratamente svuotate e lasciate aperte, i musei avevano solo le cornici dei quadri. Nessuno rispondeva ali suoi richiami. Al porto non c'erano barche in rada, nelle acque senza onde non si agitavano pesci e ovunque non si sentivano ne i canti degli uccelli ne gli insetti. Non c'erano piante nei vasi, la terra riarsa sembrava polvere se presa in mano e non c'erano nuvole in cielo ne vento.

Sembrava che la razza umana e tutto ciò a cui teneva, assieme a tutte le altre forme di vita avessero lasciato il mondo, avessero traslocato altrove, lasciando solo lui ultimo esemplare sulla terra. Oppure forse era lui altrove, in un luogo simile ma diverso. O forse sognava mentre ancora era congelato nella capsula sotto casa sua.

Senigallio era troppo brillante per non capire. Non c'era niente di vivo sul pianeta, a parte lui. E no, non era un sogno. La gente, gli animali, le piante non avrebbero potuto partire tutti insieme. E perchè mancavano anche i beni e l'arte? La gente aveva portato via tutto, ma proprio tutto, tranne lui. Erano forse trascesi? Passati ad uno stadio di vita superiore? Si ma ancora una volta perchè portar via, ad esempio, le barche? Erano venuti gli alieni ed avevano distrutto tutto? E come mai avevano dimenticato proprio lui... no, non rimaneva che una soluzione.

Era Senigallio ad essere altrove. Era lui ad esser finito in un limbo in cui sono rimaste solo le forme ma non le essenze del mondo... ecco si, il mondo c'era ancora ma era non se ne vedeva l'anima. Come me, pensò Senigallio, che quando mi sono congelato sono morto, e ciò che si è risvegliato di me è corpo e mente, ma l'anima è già andata via. Si doveva essere così, visto che non sento alcuna emozione di questo, visto che, nonostante tutto ciò non sto provando nulla, visto che non mi preoccupa il fatto che morirò d'inedia.

Alcune ore dopo, sempre senza provare nulla, Senigallio si lanciò dall'ultimo piano di un palazzo. Essendo senz'anima, pensava, in realtà non sarà un suicidio. E così mentre cadeva e la strada si avvicinava rapidamente si guardò intorno e vide una ragazza che lo guardava a bocca aperta affacciata al palazzo di destrrrkkrackt!!!

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Nel dubbio

Postato da Silvio Torre, martedì 07/08/2007 12.02
Pensavo che avrei dovuto con fiducia credere fino a quando la lunga critica alla ragione erose nei cardini le porte corazzate a difesa della purezza di un pensiero non ancora contaminato dal desiderio di emozione espressa in attimi di intensa luce che fugasse le ombre di pesanti incertezze su colonne di ipotetiche certezze dalle profonde radici nella memoria...

Poi ho cambiato idea, mi pare... Ma non mi ricordo, mi sono addormentato.

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Edgar ed il leone marino

Postato da Davide de Martino, venerdì 10/08/2007 11.15

Ore 7 del mattino. Due corpi galleggiano in animazione sospesa in un letto una piazza e mezza.

Il leone marino si muove. Leone marino: Edgar ho sete vammi a prendere un bicchiere d'acqua !

Edgar: ZZZZZZZZ . ehhh ? che c'è ? chi sono ? ahhhh !!!! Edgar mestamente si alza e sidirige verso la cucina per prendere un bicchiere d'acqua. Con la coda dell'occhio nota che un fuoco è rimasto acceso dal pranzo del giorno prima, ma la sua memoria istantanea (1k) provvede a cancellare l'informazione. WRITE DATA . ERASE DATA. Speretiando ignobilmente si dirige verso l'oggetto delle sue attenzioni e gli porge il bicchiere (incredibilmente e' pieno) il Leone marino si da una botta di reni degna di Lucio ai bei tempi e dopo essere rimbalzata sul fianco si mette a sedere. Dopo aver bevuto anche il leone marino speretea ignobilmente ma lei e' giustificata viste le sue condizioni.

Edgar ormai completamente sveglio (parole grosse !) prepara la pantagruelica colazione: lattecaffe'biscottifettebiscottatemarmellatasuccoACEsuccodimirtillotortaallimone ed 1 kiwi da mangiare con il cucchiaino. GNAM ! SLURP ! GNARF ! NO E' MIO !!!

Lm: Edgar vammi a prendere l'Acido folico

E: BURP . ehhh ? che ce'e' ? chi sono ? ahhhh !!!!

Dopo aver avuto l'acido folico Leone marino si reca in bagno, si lava, si veste ed esce per andare al lavoro

E: ehhh ? che ce'e' ? chi sono ? ahhhh !!!! YUPPI FINALMENTE SOLO !

Edgar si da alla pazza gioia vagando inutilmente per casa, facendo la seconda colazione e continuando a speretiare orribilmente. Poi si veste senza lavarsi e si reca al centro benessere dell'Hilton di cui e' diventato inopinatamente socio spacciandosi per fraterno amico del maestro di tennis e godendo dello sconto riservato agli iscritti all'ordine (come al solito ha mostrato la tessera Evaref).

Receptionist (bonissima): Prego Ingegnere i suoi asciugamani

E: MAY I PUT MY FACE BETWEEN .. ehhh ? che ce'e ? chi sono ? ahhhh !!!!

Dopo aver fatto due vasche Edgar e' distrutto e decide che e' venuto il momento di riposarsi esce dall'acqua e si adagia mollemente su di un lettino al sole avendo cura di speretiare a basso volume essendoci gente di un certo livello. Subito la sua attenzione e' attratta da un culo ondeggiante attaccato ad una tipa che va al bar ma poi lui si ricorda di essere sposato e di avere certe responsabilità. Quindi si alza e cerca di fare l'aggancio, purtroppo la ciabatta infradito della Madonna Fedele si impiglia nella bretella dello zaino provocando il famoso volo dell'Edgar di cui taccio per pietà. Fatto l'aggancio (pare sia una tipa russa venuta in Italia non si bene a lavorare per quale agenzia) Edgar la molla al bar in puro stile Evaref prima di pagare il conto e si dirige verso il bagno turco. Passando davanti al banco delle receptionist

R (b): Prego Ingegnere i suoi asciugamani

E: MAY I PUT MY FACE BETWEEN .. ehhh ? che ce'e' ? chi sono ? ahhhh !!!!

Al bagno turco non c'e' nessuno ed Edgar comincia a parlare da solo.

E: Ahhhhh ! E' bellissimo ! Siiii ! Come si sta bene !

In realta' sta morendo ma bisogna darsi un tono per cui speretea orribilmente. Dopo il bagno turco rapida doccia (non esageriamo) e quindi spogliatoio. A quel punto succede l'irreparabile, l'inserviente entra per cambiare gli asciugamani (ma all'Hilton hanno qualche problema con gli asciugamani ?) Edgar si volta e l'inserviente vede l'Uomo nudo con i calzini.

Inserviente (barcollando all'indietro): Noooo ! Agh ! E' orribile ! Non posso sopportare questo !

Perde 80 punti sanità e sviene !

Edgar torna a casa per preparare il pranzo al Leone marino che torna dall'ufficio.

     Personaggi ed interpreti:

     Leone Marino: Paola De Cristofaro
     Edgar: Davide de Martino
     Bonazze varie

     Nel corso delle riprese una comparsa e' deceduta.

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IL TRONO

Postato da Silvio Torre, venerdì 15/12/2006 12.37

Sfarzoso e fiero, con in macchina il sacro seggio, giravo per il centro dell'aristocratica città. Sguardi stupefatti, dita puntate e bocche aperte era ciò che accompagnava il mio nobile incedere tra i fasti di clacson e luci create apposta per festeggiarmi. A lungo la coda mi accompagna in gran pompa. Infine a casa, dove con cipiglio mi domando "cazzo non c'è parcheggio, e mò che faccio? Proseguo oltre il blocco di polizia a dieci metri da me o mi fermo sfacciato ed altezzoso in doppia fila e scendo il Trono?" Chi se ne fotte pensai alla maniera dei miei pari, scenderò qui per portare il regale sedile a nobilitare il sancta sanctorum della reggia.
Intanto, incuriosito, uno dei plebei in uniforme si avvicina con la mano presso l'arma. Io, sbuffante e trionfante scendo tosto ergendo alto l'imperiale Scanno!
L'espressione del poliziotto si fa sorpresa e quindi gioiosa di aver potuto assistere ad un così blasonato trasloco ed ho potuto salire a casa la nuova tazza del cesso.

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Solidarietà torbida ed equivoca per colui che è noto come L'Uomo!

Postato da Silvio Torre, venerdì 23/06/2006 9.23

Ore 16, gioca l'Italia, e quadri e dirigenti dell'azienda si sfogano contro funzinari, impiegati ed operari: Il capo ha indetto una riunione in teleconferenza con loro e loro hanno indetto costellazioni di mini riunioni con tutti gli altri.
Penso che qualcuno deve avere un generatore random di meeting quando scopro con orgoglio che devo riunirmi con me stesso entro le 16 e 15 con l'ordine del giorno che comprende le alte attività relative a questo specifico meeting ed in subordine quelle che toccano me personalmente, infine sarebbe opportuno relazionare all'amministratore di rete poi sono io i risultati del gruppo di studio. La cosa andrà per le lunghe per cui ordino del caffè e qualche ciambella.
Iniziamo immediatamente con la proiezione di un utile powerpoint in grado di girare da solo e dare l'idea di un mouse che sposta e clicca una freccietta su numeri e grafici, evidenziando qui, scolorando la; di quando in quando compare anche una clessidrina che fa tanto "elaborazione in corso". L'audio è in inglese perché siamo una ditta internazionale, il rumore di fondo è dovuto invece alla vicinanza della ferrovia e non sono io che sto russando.
Ma bussano alla porta, caffè e paste per tutti noi. Ringrazio con una testata la cuoca e procedo alle spartizioni con gli altri me; quel bastardo di Silvio si è fottuto più ciambelle di tutti. Squilla il telefono ed una voce dai toni asciutti e motivanti di un diregente che non ha tempo da perdere perché business is business mi chiede delle novità emerse fino a quel momento. Che emozione! Posso esporre il mio punto di vista: "Le dinamiche fluidificate integrate nell'attuale paradigma dell'infrastruttura sotto la gestione dell'entreprise chairman of the board of directors evidenzia il sistematico orientamento al cliente ed alle logiche di business per il raggiungimento degli alti obbiettivi in un tempo minore e con margini maggiori rispetto agli standard delle Commons benchmarking Quote ed a quelli di Standard redatti in Draft e White Paper". Il tutto in un fiato solo mentre le mie dita fisse sulla playstation portatile continuano a far sparare i cannoni dell'astronave contro l'orda di invasori alieni.
Orgoglioso del nuovo record mi sento ringraziare dall'altro lato del telefono e chiedere di continuare così. "Faremo altri record ancora, è una promessa!" Rispondo ormai illuminato dallo spirito d'impresa, ma è ora di andare, stacco l'interruttore generale ed esco imprecando contro i tecnici che non hanno ancora riparato il cortocircuito. Non mi resta che andar via, il tempo sputare sui pulsanti dell'ascensore, prendere al calci il cane della figlia del direttore e via.

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Giornata del cazzo

Postato da Davide de Martino, giovedì 22/06/2006 10.49

Sabato dovrebbe essere un giorno di festa , ma dovevo lavorare per cui come al solito sveglia alle cinque (a’maronna a’sfaccimma e chella cantera ho sang’e gesu’ cristo in croce) e sono andato in bagno guardatomi allo specchio ho deciso che era meglio lasciar perdere e mi sono fatto la doccia con acqua tiepida ma non troppo calda ma non  poco poi sono andato a fare colazione (yogurt succodifrutta ALE biscottidellanonna biscottoallamarena lattecaffe’ pane burro Marlon Brando coda alla vaccinara e pensando a Giggi melanzane sott’olio) dopo aver vomitato ho preparato la borsa e mi sono detto: ‘ma perche’ devo lavorare di sabato ? mi sono spogliato e mi sono rimesso a dormire. Alle nove e trenta mia moglie si e’ svegliata cazziandomi perché rompo i coglioni alle cinque del mattino siamo andati andati a fare colazione ed io tacendo alcuni particolari ho rifatto colazione (metta tazza di latte e caffe’ cereali e mezzo kiwi col cucchiaino Cristhiana F.) poi tutti a vedere Caravaggio a palazzo Odescalchi fila fila fila fila fila fila fila fila fila fila spiegazioni fila fila fila fila fila fila fila fila fila fila fila front sinistr fila fila fila fila fila fila fila fila front destr palazza fila fila fila fila fila fila fila fanculo Caravaggio fila fila fila fila fila fila finalmente Caravaggio, scopriamo che e’ la versione della conversione di Saulo rifiutata dalla Curia di Roma e finita nel circuito privato, la versione rifatta ed accettata si trova a S. Maria del Popolo. Si parte quindi per S. Maria del Popolo nel mentre passaggio davanti al negozio di La coste a piazza di Spagna (dentro folla immane di Italiani in piena crisi economica Diego) decidiamo di andare da MCdONALD … [snip ]…. Eppoi entriamo in chiesa dopo aver sputato nell’acquasantiera scopro di aver colpito una culla di un neonato mi allontano con fare indifferente e mi dirigo dove una folla si accapiglia per vedere i due quadri del Caravaggio ci sta la crocifissione di Pietro in mutande ed a capasotto e di fronte la conversione di Saulo correct version INRI ecce omo agg’vista a amaronna i santi e ttutt’all’ate. A questo punto si va a casa di un un cugino di uno zio di mio padre per vedere il figlio di un figlio della sorella di mio padre che dopo quindici anni e’ tornato in Italia il figlio della sorella di mio padre, il figlio del figlio della sorella di mio padre e’ venuto per la prima volta dopo dieci mesi avendo tale eta’. Carramba che sorpresa c’e’ anche la figlia della cugina di mio padre che pero’ se ne va avendo un amica a casa ed il marito a Parigi. Mio cugino mi dice che e’ contento di essere tornato e scopre in tre minuti che sono morti tutti i suoi parenti alche’ mi domando cosa cazzo te ne stai quindici anni senza farti sentire se poi ti dispiace, prenditelo in culo avrei voluto dirgli, ma poi visto che c’era il gelato ho preso quello (pistacchio e fichi) finito il  gelato ho fanculato tutti sostenendo di avere il nonno chiuso nell’autolavaggio ma non mi hanno creduto poiche’ non avevo capito bene ma il nonno era il padre di qualcuno presente e l’aveva sentito cinque minuti prima. A quel punto ho pensato di prendere il bimbo in ostaggio e farmi largo pistola in pugno poi visto che non avevo la pistola e’ arrivata provvidenziale una telefonata dal Policlinico: qui non funziona un cazzo - fanno loro - vi costerà moltissimo - faccio io - vengo il mese prossimo certo ingegnere faccia con comodo - fanno loro – mi dispiace un emergenza devo andare - faccio io al bambino che mi sferra un calcio allo stinco. Arraffo le posate d’argento e mi fiondo alla Panda con l’autobus arrivo verso casa mi noleggio un DVD, guardo il DVD riporto il DVD al negozio (l’avevo già visto) cena a base di prodotti vari televisione e letto

La Domenica NO! Perché e’ due palle dai suoceri

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Venerdì quindi che avete fatto?

Postato da Davide de Martino, martedì 20/06/2006 18.55

Allora venerdi’ mi sono svegliato alle 7, ho fatto colazione con latte caffe’ pane butrro marmellata, pandizenzero, millefoglie e pandivia, mi sono lavato le ascelle prima la sinistra e poi la destra indi sono passato ad altre parti del mio copro ma taccio per discrezione . Mi sono vestito con una la coste pantaloni lunghi beige calzini intonati con disegnino di battitore di baseball. Ho baciato mia moglie che russava e sono uscito , sono rientrato perche’ mi ero scordato la borsa e mi sono accorto nell’ordine che avevo lasciato l’acqua aperta, il gas acceso e la porta del frigo aperta. Ho preso la borsa e me ne sono andato pensando che forse avrei dovuto fare qualcosa, quindi mi sono recato alla fermata dell’autobus ed in attesa dello stesso ho guardato i DVD in vendita dal giornalaio, mi sono cosi’ deciso a comprare un cornetto ed appena arrivato l’autobus ho preso un taxi e sono andato alla stazione , mi sono agganciato alla coda del treno alta velocita’ Milano Torino per non pagare il biglietto ed ho mangiato il cornetto . Arrivato in un ora e mezza a Napoli mi sono recato alla metropolitana dove ho con orgoglio esibito una tessera unico annuale scaduta da due mesi ed ho passato il controllo. Ho atteso il treno 40 minuti cercando di riassestare il vestito strappato dal viaggio in treno ed arrivato il treno sono decollato per Manchester per andare a trovare il Lala. Arrivato a piazza Amedeo ho preso la funicolare e sono salito alla metropolitana collinare ad ora siedo alla destra del padre benedicendo gli astanti attoniti. Arrivato al policlinico ho passato la mia giornata cercando di far capire che se uno non sa usare un computer e’ inutile che gli fanno un contratto di assistenza e lo pagano un sacco di soldi, ma aloro piace cosi’ ed allora gli ho fatto un contratto di assistenza facendomi pagare un sacco di soldi. Dopo ho ripreso la metropolitana dove ho fatto il biglietto perche’ mostraRE un biglietto scaduto ad una obliteratrice elettronica non funziona (computer del caZZO). E sono arrivato in fabbrica , in realta’ non cis sono arrivato subito ma tralascio tutta la descrizione per non annoiarvi. Arrivato in fabbrica ho salutato It e mi sono recato dal ragioniere per spiegargli che non ha senso pagare uno un sacco di soldi se poi non ti fa l’assistenza, lui ha deciso di pagarlo lo stesso ed io ho rosicato perche’ non ero io quell’uno. Anche io non so fare l’assistenza ma chissa’ perche’ mi paga meno, sara’ perche sono amico di It ? Dopo aver passato cinque minuti in fabbrica sono andato a mensa (l’unico motivo per cui uno dal policlinico va a Secobndigliano) ed ho magiato spaghetti alla marinara, polpettone con contorno di carote all’agrodolce e patate in cassula, frutta di stagione , caffè e panatico. Ho salutato tutti  e me ne sono andato fingendomi indaffaratissimo, sono piombato da Bidonville sostenendo per la quarta volta che era scaduto il contratto (tanto loro non registrano le spese) ma rassicurandoli che a avrebbero potuto pagarmi in secondo momento (non si mai potevano accorgersene) ma facendomi pagare una finta fattura di due mesi prima che avevo compilato sull’autobus con un computer preso alla FNAC dopo avergli mostrato la mia dichiarazione dei redditi (se non ci credete andate alla FNAC e provate) . Ricevuto l’assegno me ne sono andato subito sostenendo che dovevo partire per Roma, ho preso l’autobus e sono andato a casa, arrivato sul pianerottolo stavo scivolando su di un lago di sangue alché avendolo inizialmente preso per vomito pensavo, ma non avevo pulito dopo il malore di Peppe Boccia. Scoprivo invece che trattatasi di sangue della mia vicina di casa accoltellata dall’impiegata della banca colta da raptus omicida. Benedicendo la mia scelta di usare banche online mi dirigevo al frigorifero trovandolo vuoto. Decidevo di tornare a casa , telefonavo a Rezzonico che stava per scendere alla piscina dopo aver visto la puntata registrata di Leonardo alla scoperta del sapere e delle nuove tecnologie e PRIMA DI  fiondarmi alla stazione di mergellina chiudevo nell’ordine nell’ordine che avevo l’acqua aperta, il gas acceso e la porta del frigo. Arrivato in stazione prendevo l’eurostar per Roma con quaranta minuti di ritardo (cioè prendevo quello di prima) che arrivava a Rom a con ottanta minuti di ritardo giusto in tempo per l’ultimo autobus della mezzanotte e trenta rientravo a casa davo un bacio a moglie che dormiva e poi mi rimettevo a letto.

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Lo studio Ricciardi ed il mistero della stampante fantasma

Postato da Davide de Martino, giovedì 14/06/2001 20.08

Uno zombie si aggira per lo studio del noto commercialista Luigi Ricciardi, lentamente (come tutti gli zombie) si dirige alla sua postazione di lavoro, accende il computer e dopo alcune misteriose operazioni avvia un processo di stampa. Strani messaggi di errore si visualizzano sul suo monitor. Lo Zombie e' interdetto, confusi pensieri si affollano nel suo vuoto cranio, finché uno viene formulato distintamente: Oibo?.
Aperta la cartella gestione stampanti l'icona che rappresenta i driver è diventata trasparente 'che fosse una qualche maledizione ?' si domanda il non-morto.
Lo Zombie scuote lentamente la testa e gira i suoi vacui occhi verso la zombie segretaria che essendo stata da poco colpita da un Cazziatone di XIII livello del suo datore di lavoro lo incenerisce con un'occhiata torva.
Lo zombie allora anche se malvolentieri evoca l'aiuto del suo padrone e signore che lo fredda con un: 'non mi cacare il cazzo chiama il tecnico..'.

Intanto presso la Ditta Felamm un ingegnere aeronautico si aggira tra le scrivanie della contabilità fingendo di lavorare ed intanto vedendo se gli riesce di rubare qualche libretto degli assegni. Anche It e' presente, guarda con occhi attoniti il suo monitor e ripensa alla recente debacle elettorale. Poi improvvisamente un pensiero gli balena nel cervello: 'cosa mi faccio portare per pranzo?'
La ricchiosuoneria improvvisamente comincia a trillare ed il suono si diffonde per tutto lo stabilimento facendo credere agli operai che sia finito il turno e causando un enorme caos risolto dai caposquadra a colpi di frusta.
Al telefono e' lo zombie che con fare dimesso comunica all'ingegnere lo strano comportamento della stampante. Dopo un momento per raccogliere le idee un pensiero si affaccia nella sua acuta mente: 'Oibo!'

E' pomeriggio inoltrato piove che Dio la manda, lo stanco ingengere sale le ripide scale che portano allo studio del commercialista. Arrivato di fronte alla porta a vetri si ferma e suona il campanello. Un'altra zombie viene ad aprirgli, la riconosce: gioca nella sua campagna; un brivido gli corre per la schiena. 'Sara' il freddo' pensa.
Lo zombie e' ancora li', gira intorno al tavolo e quando lo riconosce gli si fa incontro, l'ingegnere immediatamente estrae un crocefisso e lo costringe ad inginocchiarsi 'sei magico !' sono le sue ultime parole prima di finire incenerito lasciando una macchia sul parquet nuovo. Arrivato davanti al computer l'ingegnere apre l'arcano libro Manualis Istructionorum e digita la seguente frase magica LPT2:(su //server/canon). La stampante ha un tremito un simbolo magico di forma quadrata compare sullo schermo del monitor e poi dopo un ultimo scricchiolio comincia a stampare.
l'ingegnere se ne va, il commercialista impreca sottovoce davanti alla macchia sul pavimento: 'Cazzo! Dovrò evocarlo di nuovo.'

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