Blog Evaref
a cura di
Davide
de Martino
Immagino sappiate cos'e' un blog, bene ! Questo
dell'Evaref ovviamente e' una cazzata. |
Ruttando citazioni di memorie future
Postato da
Silvio
Torre, venerdì 10/08/2007 16.49
Senegallio guardava l'orizzonte lontano
fumando l'ultima sigaretta del pianeta. Lo faceva con noncuranza, quasi con
noia, nonostante il fumo acre gli seccasse la gola; non fumava da troppi
anni. Dietro di lui la vecchia Triumph finalmente smise di tossire e si
spense. Finalmente Senegallio si scosse, guardò la moto arrugginita senza
benzina e con una smorfia gettò il mozzicone che aveva in mano. Mise
istintivamente la mano sotto la giacca e tirò fuori il telefono che aveva
ricaricato prima di uscire, lo schermo diceva un laconico "No Service".
Aveva girato ieri ed oggi, a piedi e su due ruote, e dovunque era lo stesso.
A suo tempo era stato un genio, Senigallio, e si era considerato troppo
avanti per il suo tempo e lui era d'accordo. Così si chiuse nella sua
proprietà con telefono e moto, si armò di tutta l'automazione necessaria e
si fece fermare il cuore e congelare per duecento anni da una coppia di
computer autoalimentati. Duecento anni dopo il computer superstite lo ha
risvegliato esalando l'ultimo bit di energia per caricagli quel cazzo di
telefono. Due ore dopo Senigallio tornò alla luce a cavallo di una vecchia
Triumph. BROOAMMMM!
... e non c'era
nessuno....
Le città, i paesi erano vuoti. Non c'erano
negozi o vetrine, le case erano tutte state accuratamente svuotate e
lasciate aperte, i musei avevano solo le cornici dei quadri. Nessuno
rispondeva ali suoi richiami. Al porto non c'erano barche in rada, nelle
acque senza onde non si agitavano pesci e ovunque non si sentivano ne i
canti degli uccelli ne gli insetti. Non c'erano piante nei vasi, la terra
riarsa sembrava polvere se presa in mano e non c'erano nuvole in cielo ne
vento.
Sembrava che la razza umana e tutto ciò a
cui teneva, assieme a tutte le altre forme di vita avessero lasciato il
mondo, avessero traslocato altrove, lasciando solo lui ultimo esemplare
sulla terra. Oppure forse era lui altrove, in un luogo simile ma diverso. O
forse sognava mentre ancora era congelato nella capsula sotto casa sua.
Senigallio era troppo brillante per non
capire. Non c'era niente di vivo sul pianeta, a parte lui. E no, non era un
sogno. La gente, gli animali, le piante non avrebbero potuto partire tutti
insieme. E perchè mancavano anche i beni e l'arte? La gente aveva portato
via tutto, ma proprio tutto, tranne lui. Erano forse trascesi? Passati ad
uno stadio di vita superiore? Si ma ancora una volta perchè portar via, ad
esempio, le barche? Erano venuti gli alieni ed avevano distrutto tutto? E
come mai avevano dimenticato proprio lui... no, non rimaneva che una
soluzione.
Era Senigallio ad essere altrove. Era lui
ad esser finito in un limbo in cui sono rimaste solo le forme ma non le
essenze del mondo... ecco si, il mondo c'era ancora ma era non se ne vedeva
l'anima. Come me, pensò Senigallio, che quando mi sono congelato sono morto,
e ciò che si è risvegliato di me è corpo e mente, ma l'anima è già andata
via. Si doveva essere così, visto che non sento alcuna emozione di questo,
visto che, nonostante tutto ciò non sto provando nulla, visto che non mi
preoccupa il fatto che morirò d'inedia.
Alcune ore dopo, sempre senza provare
nulla, Senigallio si lanciò dall'ultimo piano di un palazzo. Essendo
senz'anima, pensava, in realtà non sarà un suicidio. E così mentre cadeva e
la strada si avvicinava rapidamente si guardò intorno e vide una ragazza che
lo guardava a bocca aperta affacciata al palazzo di destrrrkkrackt!!!
Inserisci commento
|
Nel dubbio
Postato da
Silvio
Torre, martedì 07/08/2007 12.02
Pensavo che avrei dovuto con fiducia credere fino a quando la lunga critica
alla ragione erose nei cardini le porte corazzate a difesa della purezza di
un pensiero non ancora contaminato dal desiderio di emozione espressa in
attimi di intensa luce che fugasse le ombre di pesanti incertezze su colonne
di ipotetiche certezze dalle profonde radici nella memoria...
Poi ho cambiato idea, mi pare... Ma non mi ricordo, mi sono addormentato.
Inserisci commento
|
Edgar ed il leone marino
Postato da
Davide de Martino, venerdì 10/08/2007 11.15
Ore 7 del mattino. Due corpi galleggiano in animazione sospesa in un
letto una piazza e mezza.
Il leone marino si muove. Leone marino: Edgar ho sete
vammi a prendere un bicchiere d'acqua !
Edgar: ZZZZZZZZ . ehhh ? che c'è ? chi sono ? ahhhh !!!! Edgar mestamente si
alza e sidirige verso la cucina per prendere un bicchiere d'acqua. Con la
coda dell'occhio nota che un fuoco è rimasto acceso dal pranzo del giorno
prima, ma la sua memoria istantanea (1k) provvede a cancellare
l'informazione. WRITE DATA . ERASE DATA. Speretiando ignobilmente si dirige
verso l'oggetto delle sue attenzioni e gli porge il bicchiere
(incredibilmente e' pieno) il Leone marino si da una botta di reni degna di
Lucio ai bei tempi e dopo essere rimbalzata sul fianco si mette a sedere.
Dopo aver bevuto anche il leone marino speretea ignobilmente ma lei e'
giustificata viste le sue condizioni.
Edgar ormai completamente sveglio (parole grosse !) prepara la
pantagruelica colazione:
lattecaffe'biscottifettebiscottatemarmellatasuccoACEsuccodimirtillotortaallimone
ed 1 kiwi da mangiare con il cucchiaino. GNAM ! SLURP ! GNARF ! NO E' MIO
!!!
Lm: Edgar vammi a prendere l'Acido folico
E: BURP . ehhh ? che ce'e' ? chi sono ? ahhhh !!!!
Dopo aver avuto l'acido folico Leone marino si reca in bagno, si lava, si
veste ed esce per andare al lavoro
E: ehhh ? che ce'e' ? chi sono ? ahhhh !!!! YUPPI FINALMENTE SOLO !
Edgar si da alla pazza gioia vagando inutilmente per
casa, facendo la seconda colazione e continuando a speretiare orribilmente.
Poi si veste senza lavarsi e si reca al centro benessere dell'Hilton di cui
e' diventato inopinatamente socio spacciandosi per fraterno amico del
maestro di tennis e godendo dello sconto riservato agli iscritti all'ordine
(come al solito ha mostrato la tessera Evaref).
Receptionist (bonissima): Prego Ingegnere i suoi asciugamani
E: MAY I PUT MY FACE BETWEEN .. ehhh ? che ce'e ? chi sono ? ahhhh !!!!
Dopo aver fatto due vasche Edgar e' distrutto e decide che e' venuto il
momento di riposarsi esce dall'acqua e si adagia mollemente su di un lettino
al sole avendo cura di speretiare a basso volume essendoci gente di un certo
livello. Subito la sua attenzione e' attratta da un culo ondeggiante
attaccato ad una tipa che va al bar ma poi lui si ricorda di essere sposato
e di avere certe responsabilità. Quindi si alza e cerca di fare l'aggancio,
purtroppo la ciabatta infradito della Madonna Fedele si impiglia nella
bretella dello zaino provocando il famoso volo dell'Edgar di cui taccio per
pietà. Fatto l'aggancio (pare sia una tipa russa venuta in Italia non si
bene a lavorare per quale agenzia) Edgar la molla al bar in puro stile
Evaref prima di pagare il conto e si dirige verso il bagno turco. Passando
davanti al banco delle receptionist
R (b): Prego Ingegnere i suoi asciugamani
E: MAY I PUT MY FACE BETWEEN .. ehhh ? che ce'e' ? chi sono ? ahhhh !!!!
Al bagno turco non c'e' nessuno ed Edgar comincia a parlare da solo.
E: Ahhhhh ! E' bellissimo ! Siiii ! Come si sta bene !
In realta' sta morendo ma bisogna darsi un tono per cui
speretea orribilmente. Dopo il bagno turco rapida doccia (non esageriamo) e
quindi spogliatoio. A quel punto succede l'irreparabile, l'inserviente entra
per cambiare gli asciugamani (ma all'Hilton hanno qualche problema con gli
asciugamani ?) Edgar si volta e l'inserviente vede l'Uomo nudo con i
calzini.
Inserviente (barcollando all'indietro): Noooo ! Agh ! E' orribile ! Non
posso sopportare questo !
Perde 80 punti sanità e sviene !
Edgar torna a casa per preparare il pranzo al Leone marino che torna
dall'ufficio.
Personaggi ed interpreti:
Leone Marino: Paola De Cristofaro
Edgar: Davide de Martino
Bonazze varie
Nel corso delle riprese una comparsa e'
deceduta.
Inserisci commento
|
|
|
|
|
IL TRONO
Postato da
Silvio
Torre, venerdì 15/12/2006 12.37
Sfarzoso e fiero, con in macchina il sacro seggio, giravo per il
centro dell'aristocratica città. Sguardi stupefatti, dita puntate e bocche
aperte era ciò che accompagnava il mio nobile incedere tra i fasti di clacson e
luci create apposta per festeggiarmi. A lungo la coda mi accompagna in gran
pompa. Infine a casa, dove con cipiglio mi domando "cazzo non c'è parcheggio, e
mò che faccio? Proseguo oltre il blocco di polizia a dieci metri da me o mi
fermo sfacciato ed altezzoso in doppia fila e scendo il Trono?" Chi se ne fotte
pensai alla maniera dei miei pari, scenderò qui per portare il regale sedile a
nobilitare il sancta sanctorum della reggia.
Intanto, incuriosito, uno dei plebei in uniforme si avvicina con la mano presso
l'arma. Io, sbuffante e trionfante scendo tosto ergendo alto l'imperiale Scanno!
L'espressione del poliziotto si fa sorpresa e quindi gioiosa di aver potuto
assistere ad un così blasonato trasloco ed ho potuto salire a casa la nuova
tazza del cesso.
Inserisci commento
|
Solidarietà torbida ed equivoca per colui che è noto come L'Uomo!
Postato da
Silvio
Torre, venerdì 23/06/2006 9.23
Ore 16, gioca l'Italia, e quadri e dirigenti dell'azienda si sfogano contro
funzinari, impiegati ed operari: Il capo ha indetto una riunione in
teleconferenza con loro e loro hanno indetto costellazioni di mini riunioni con
tutti gli altri.
Penso che qualcuno deve avere un generatore random di meeting quando scopro con
orgoglio che devo riunirmi con me stesso entro le 16 e 15 con l'ordine del
giorno che comprende le alte attività relative a questo specifico meeting ed in
subordine quelle che toccano me personalmente, infine sarebbe opportuno
relazionare all'amministratore di rete poi sono io i risultati del gruppo di
studio. La cosa andrà per le lunghe per cui ordino del caffè e qualche
ciambella.
Iniziamo immediatamente con la proiezione di un utile powerpoint in grado di
girare da solo e dare l'idea di un mouse che sposta e clicca una freccietta su
numeri e grafici, evidenziando qui, scolorando la; di quando in quando compare
anche una clessidrina che fa tanto "elaborazione in corso". L'audio è in inglese
perché siamo una ditta internazionale, il rumore di fondo è dovuto invece alla
vicinanza della ferrovia e non sono io che sto russando.
Ma bussano alla porta, caffè e paste per tutti noi. Ringrazio con una testata la
cuoca e procedo alle spartizioni con gli altri me; quel bastardo di Silvio si è
fottuto più ciambelle di tutti. Squilla il telefono ed una voce dai toni
asciutti e motivanti di un diregente che non ha tempo da perdere perché business
is business mi chiede delle novità emerse fino a quel momento. Che emozione!
Posso esporre il mio punto di vista: "Le dinamiche fluidificate integrate
nell'attuale paradigma dell'infrastruttura sotto la gestione dell'entreprise
chairman of the board of directors evidenzia il sistematico orientamento al
cliente ed alle logiche di business per il raggiungimento degli alti obbiettivi
in un tempo minore e con margini maggiori rispetto agli standard delle Commons
benchmarking Quote ed a quelli di Standard redatti in Draft e White Paper". Il
tutto in un fiato solo mentre le mie dita fisse sulla playstation portatile
continuano a far sparare i cannoni dell'astronave contro l'orda di invasori
alieni.
Orgoglioso del nuovo record mi sento ringraziare dall'altro lato del telefono e
chiedere di continuare così. "Faremo altri record ancora, è una promessa!"
Rispondo ormai illuminato dallo spirito d'impresa, ma è ora di andare, stacco l'interruttore
generale ed esco imprecando contro i tecnici che non hanno ancora riparato il
cortocircuito. Non mi resta che andar via, il tempo sputare sui pulsanti
dell'ascensore, prendere al calci il cane della figlia del direttore e via.
Inserisci commento
|
Giornata del cazzo
Postato da
Davide de Martino,
giovedì 22/06/2006 10.49
Sabato dovrebbe essere un
giorno di festa , ma dovevo lavorare per cui come al solito sveglia alle
cinque (a’maronna a’sfaccimma e chella cantera ho sang’e gesu’ cristo in
croce) e sono andato in bagno guardatomi allo specchio ho deciso che era
meglio lasciar perdere e mi sono fatto la doccia con acqua tiepida ma non
troppo calda ma non poco poi sono andato a fare colazione (yogurt
succodifrutta ALE biscottidellanonna biscottoallamarena lattecaffe’ pane
burro Marlon Brando coda alla vaccinara e pensando a Giggi melanzane
sott’olio) dopo aver vomitato ho preparato la borsa e mi sono detto: ‘ma
perche’ devo lavorare di sabato ? mi sono spogliato e mi sono rimesso a
dormire. Alle nove e trenta mia moglie si e’ svegliata cazziandomi perché
rompo i coglioni alle cinque del mattino siamo andati andati a fare
colazione ed io tacendo alcuni particolari ho rifatto colazione (metta tazza
di latte e caffe’ cereali e mezzo kiwi col cucchiaino Cristhiana F.) poi
tutti a vedere Caravaggio a palazzo Odescalchi fila fila fila fila fila fila
fila fila fila fila spiegazioni fila fila fila fila fila fila fila fila fila
fila fila front sinistr fila fila fila fila fila fila fila fila front destr
palazza fila fila fila fila fila fila fila fanculo Caravaggio fila fila fila
fila fila fila finalmente Caravaggio, scopriamo che e’ la versione della
conversione di Saulo rifiutata dalla Curia di Roma e finita nel circuito
privato, la versione rifatta ed accettata si trova a S. Maria del Popolo. Si
parte quindi per S. Maria del Popolo nel mentre passaggio davanti al negozio
di La coste a piazza di Spagna (dentro folla immane di Italiani in piena
crisi economica Diego) decidiamo di andare da MCdONALD … [snip ]…. Eppoi
entriamo in chiesa dopo aver sputato nell’acquasantiera scopro di aver
colpito una culla di un neonato mi allontano con fare indifferente e mi
dirigo dove una folla si accapiglia per vedere i due quadri del Caravaggio
ci sta la crocifissione di Pietro in mutande ed a capasotto e di fronte la
conversione di Saulo correct version INRI ecce omo agg’vista a amaronna i
santi e ttutt’all’ate. A questo punto si va a casa di un un cugino di uno
zio di mio padre per vedere il figlio di un figlio della sorella di mio
padre che dopo quindici anni e’ tornato in Italia il figlio della sorella di
mio padre, il figlio del figlio della sorella di mio padre e’ venuto per la
prima volta dopo dieci mesi avendo tale eta’. Carramba che sorpresa c’e’
anche la figlia della cugina di mio padre che pero’ se ne va avendo un amica
a casa ed il marito a Parigi. Mio cugino mi dice che e’ contento di essere
tornato e scopre in tre minuti che sono morti tutti i suoi parenti alche’ mi
domando cosa cazzo te ne stai quindici anni senza farti sentire se poi ti
dispiace, prenditelo in culo avrei voluto dirgli, ma poi visto che c’era il
gelato ho preso quello (pistacchio e fichi) finito il gelato ho fanculato
tutti sostenendo di avere il nonno chiuso nell’autolavaggio ma non mi hanno
creduto poiche’ non avevo capito bene ma il nonno era il padre di qualcuno
presente e l’aveva sentito cinque minuti prima. A quel punto ho pensato di
prendere il bimbo in ostaggio e farmi largo pistola in pugno poi visto che
non avevo la pistola e’ arrivata provvidenziale una telefonata dal
Policlinico: qui non funziona un cazzo - fanno loro - vi costerà
moltissimo - faccio io - vengo il mese prossimo – certo ingegnere faccia con comodo
- fanno loro – mi dispiace un emergenza devo andare - faccio io al
bambino che mi sferra un calcio allo stinco. Arraffo le posate d’argento e
mi fiondo alla Panda con l’autobus arrivo verso casa mi noleggio un DVD,
guardo il DVD riporto il DVD al negozio (l’avevo già visto) cena a base di
prodotti vari televisione e letto
La Domenica NO! Perché e’
due palle dai suoceri
Inserisci commento
|
Venerdì quindi che
avete fatto?
Postato da
Davide de Martino, martedì 20/06/2006 18.55
Allora
venerdi’ mi sono svegliato alle 7, ho fatto colazione con latte caffe’ pane
butrro marmellata,
pandizenzero, millefoglie e
pandivia, mi sono lavato le ascelle prima la sinistra e poi la destra indi
sono passato ad altre parti del mio copro ma taccio per discrezione . Mi
sono vestito con una la coste pantaloni lunghi beige calzini intonati con
disegnino di battitore di baseball. Ho baciato mia moglie che russava e sono
uscito , sono rientrato perche’ mi ero scordato la borsa e mi sono accorto
nell’ordine che avevo lasciato l’acqua aperta, il gas acceso e la porta del
frigo aperta. Ho preso la borsa e me ne sono andato pensando che forse avrei
dovuto fare qualcosa, quindi mi sono recato alla fermata dell’autobus ed in
attesa dello stesso ho guardato i DVD in vendita dal giornalaio, mi sono
cosi’ deciso a comprare un cornetto ed appena arrivato l’autobus ho preso un
taxi e sono andato alla stazione , mi sono agganciato alla coda del treno
alta velocita’ Milano Torino per non pagare il biglietto ed ho mangiato il
cornetto . Arrivato in un ora e mezza a Napoli mi sono recato alla
metropolitana dove ho con orgoglio esibito una tessera unico annuale scaduta
da due mesi ed ho passato il controllo. Ho atteso il treno 40 minuti
cercando di riassestare il vestito strappato dal viaggio in treno ed
arrivato il treno sono decollato per Manchester per andare a trovare il
Lala. Arrivato a piazza Amedeo ho preso la funicolare e sono salito alla
metropolitana collinare ad ora siedo alla destra del padre benedicendo gli
astanti attoniti. Arrivato al policlinico ho passato la mia giornata
cercando di far capire che se uno non sa usare un computer e’ inutile che
gli fanno un contratto di assistenza e lo pagano un sacco di soldi, ma aloro
piace cosi’ ed allora gli ho fatto un contratto di assistenza facendomi
pagare un sacco di soldi. Dopo ho ripreso la metropolitana dove ho fatto il
biglietto perche’ mostraRE un biglietto scaduto ad una obliteratrice
elettronica non funziona (computer del caZZO). E sono arrivato in fabbrica ,
in realta’ non cis sono arrivato subito ma tralascio tutta la descrizione
per non annoiarvi. Arrivato in fabbrica ho salutato It e mi sono recato dal
ragioniere per spiegargli che non ha senso pagare uno un sacco di soldi se
poi non ti fa l’assistenza, lui ha deciso di pagarlo lo stesso ed io ho
rosicato perche’ non ero io quell’uno. Anche io non so fare l’assistenza ma
chissa’ perche’ mi paga meno, sara’ perche sono amico di It ? Dopo aver
passato cinque minuti in fabbrica sono andato a mensa (l’unico motivo per
cui uno dal policlinico va a Secobndigliano) ed ho magiato spaghetti alla
marinara, polpettone con contorno di carote all’agrodolce e patate in
cassula, frutta di stagione , caffè e panatico. Ho salutato tutti e me ne
sono andato fingendomi indaffaratissimo, sono piombato da Bidonville
sostenendo per la quarta volta che era scaduto il contratto (tanto loro non
registrano le spese) ma rassicurandoli che a avrebbero potuto pagarmi in
secondo momento (non si mai potevano accorgersene) ma facendomi pagare una
finta fattura di due mesi prima che avevo compilato sull’autobus con un
computer preso alla FNAC dopo avergli mostrato la mia dichiarazione dei
redditi (se non ci credete andate alla FNAC e provate) . Ricevuto l’assegno
me ne sono andato subito sostenendo che dovevo partire per Roma, ho preso
l’autobus e sono andato a casa, arrivato sul pianerottolo stavo scivolando
su di un lago di sangue alché avendolo inizialmente preso per vomito
pensavo, ma non avevo pulito dopo il malore di Peppe Boccia. Scoprivo invece
che trattatasi di sangue della mia vicina di casa accoltellata
dall’impiegata della banca colta da raptus omicida. Benedicendo la mia
scelta di usare banche online mi dirigevo al frigorifero trovandolo vuoto.
Decidevo di tornare a casa , telefonavo a Rezzonico che stava per scendere
alla piscina dopo aver visto la puntata registrata di Leonardo alla scoperta
del sapere e delle nuove tecnologie e PRIMA DI fiondarmi alla stazione di
mergellina chiudevo nell’ordine nell’ordine che avevo l’acqua aperta, il gas
acceso e la porta del frigo. Arrivato in stazione prendevo l’eurostar per
Roma con quaranta minuti di ritardo (cioè prendevo quello di prima) che
arrivava a Rom a con ottanta minuti di ritardo giusto in tempo per l’ultimo
autobus della mezzanotte e trenta rientravo a casa davo un bacio a moglie
che dormiva e poi mi rimettevo a letto.
Inserisci commento
|
Lo studio Ricciardi ed il mistero della stampante fantasma
Postato da Davide de
Martino, giovedì 14/06/2001 20.08
Uno zombie si aggira per lo studio del noto commercialista Luigi Ricciardi,
lentamente (come tutti gli zombie) si dirige alla sua postazione di lavoro,
accende il computer e dopo alcune misteriose operazioni avvia un processo di
stampa. Strani messaggi di errore si visualizzano sul suo monitor. Lo Zombie e'
interdetto, confusi pensieri si affollano nel suo vuoto cranio, finché uno viene
formulato distintamente: Oibo?.
Aperta la cartella gestione stampanti l'icona che rappresenta i driver è
diventata trasparente 'che fosse una qualche maledizione ?' si domanda il
non-morto.
Lo Zombie scuote lentamente la testa e gira i suoi vacui occhi verso la zombie
segretaria che essendo stata da poco colpita da un Cazziatone di XIII livello
del suo datore di lavoro lo incenerisce con un'occhiata torva.
Lo zombie allora anche se malvolentieri evoca l'aiuto del suo padrone e signore
che lo fredda con un: 'non mi cacare il cazzo chiama il tecnico..'.
Intanto presso la Ditta Felamm un ingegnere aeronautico si aggira tra le
scrivanie della contabilità fingendo di lavorare ed intanto vedendo se gli
riesce di rubare qualche libretto degli assegni. Anche It e' presente, guarda
con occhi attoniti il suo monitor e ripensa alla recente debacle elettorale. Poi
improvvisamente un pensiero gli balena nel cervello: 'cosa mi faccio portare per
pranzo?'
La ricchiosuoneria improvvisamente comincia a trillare ed il suono si diffonde
per tutto lo stabilimento facendo credere agli operai che sia finito il turno e
causando un enorme caos risolto dai caposquadra a colpi di frusta.
Al telefono e' lo zombie che con fare dimesso comunica all'ingegnere lo strano
comportamento della stampante. Dopo un momento per raccogliere le idee un
pensiero si affaccia nella sua acuta mente: 'Oibo!'
E' pomeriggio inoltrato piove che Dio la manda, lo stanco ingengere sale le
ripide scale che portano allo studio del commercialista. Arrivato di fronte alla
porta a vetri si ferma e suona il campanello. Un'altra zombie viene ad aprirgli,
la riconosce: gioca nella sua campagna; un brivido gli corre per la schiena.
'Sara' il freddo' pensa.
Lo zombie e' ancora li', gira intorno al tavolo e quando lo riconosce gli si fa
incontro, l'ingegnere immediatamente estrae un crocefisso e lo costringe ad
inginocchiarsi 'sei magico !' sono le sue ultime parole prima di finire
incenerito lasciando una macchia sul parquet nuovo. Arrivato davanti al computer
l'ingegnere apre l'arcano libro Manualis Istructionorum e digita la seguente
frase magica LPT2:(su //server/canon). La stampante ha un tremito un simbolo
magico di forma quadrata compare sullo schermo del monitor e poi dopo un ultimo
scricchiolio comincia a stampare.
l'ingegnere se ne va, il commercialista impreca sottovoce davanti alla macchia
sul pavimento: 'Cazzo! Dovrò evocarlo di nuovo.'
Inserisci commento |
|